L’IT al centro del business in FS
“Il CIO di un’organizzazione vasta e complessa come quella di FS, tra le prime cinque in termini di spesa informatica in Italia, deve saper coniugare l’esigenza di essere innovatore ma anche la necessità di garantire il corretto funzionamento dei sistemi.”
Lo sforzo delle Ferrovie dello Stato è teso ad offrire ai passeggeri un servizio sempre più preciso, puntuale ed informato sia in stazione sia sui treni. Le innovazioni tecnologiche sono fondamentali nel rinnovamento dell’azienda, a tutto vantaggio dei clienti: ne palra Alessandro Musumeci - Direttore Centrale dei Sistemi Informativi (DCSI) delle Ferrovie dello Stato, intervistato da Antonio Savarese per la rubrica CIO EVOLUTION di Datamanager.
Qual è il contesto IT di FS?
La Direzione Centrale Sistemi Informativi che dirigo da oltre un anno, è una struttura che fa parte della Holding di Ferrovie dello Stato.
Il Gruppo FS è costituto da un numero cospicuo di società, circa una trentina. Tutte le società sono dotate di un proprio sistema informativo nell’ambito del quale la Direzione Centrale svolge una funzione di controllo e di coordinamento, garantendo trasversalità e sinergia per massimizzare il funzionamento della struttura informatica ed ottenere il massimo dell’efficacia e dell’efficienza nei confronti dei nostri clienti (oltre 500 milioni di passeggeri e oltre 80 milioni di tonnellate di merci che trasportiamo ogni anno).
Qual è la collocazione all’interno dell’organigramma?
In Ferrovie la struttura dei sistemi informativi della holding riporta direttamente all’amministratore delegato quindi sono a pari livello con altre direzioni centrali, come la direzione strategie, la direzione finanze, la direzione personale ed organizzazione. Essa si rapporta al pari livello con le altre direzioni in merito alle esigenze ICT.
Quali sono gli obiettivi di medio periodo?
Ferrovie come è noto si sta riposizionando sul mercato e allo stesso tempo sta lavorando per chiudere il bilancio 2009 in attivo; questo obiettivo verrà raggiunto anche grazie al contributo dell’informatica che permetterà di razionalizzare i costi e facilitare l’efficienza organizzativa all’interno di una struttura complessa di 84.000 persone.
La razionalizzazione della struttura è un obiettivo da raggiungere attraverso la revisione completa dell’intera catena del valore della componente informatica.
Sono disponibili dati che dimostrano come l’utilizzo maggiore dell’informatica abbia portato vantaggi in termini di efficienza?
I dati sono in continua evoluzione, tuttavia possiamo dire che fino allo scorso anno avevamo circa il 15 % dei passeggeri che prenotava su internet mentre in questi ultimi mesi siamo passati al 25 % con punte sull’alta velocità del 50 %. Vogliamo assecondare questo trend che ci permette di ridurre i costi operativi con estremo vantaggio per il cliente finale.
Questi dati tuttavia dimostrano che l’Italia rispetto ad altre realtà è ancora indietro nell’utilizzo delle tecnologie internet e non solo?
Certamente c’è un gap culturale da colmare, tuttavia il nostro sito di commercio elettronico effettua vendite giornaliere per oltre un milione di euro. Il nostro obiettivo è che a breve un viaggiatore su due compri il biglietto su internet.
Un altro canale su cui investiremo è quello mobile; stiamo sperimentando già una piattaforma che permette di acquistare biglietti online mediante un cellulare pagando o con carta di credito o con il bancomat.
Fate utilizzo di tecnologie Open Source, come si concilia ciò con l’esigenza di garanzia del servizio?
L’open source è sicuramente oggi la tendenza dominante; negli ultimi anni nel mercato informatico vi è stato uno spostamento fortissimo da una logica hardware centric, in cui prima vendevo la macchina e poi spesso regalavo il software (i grandi hardware vendors come IBM, Bull, Siemens, Digital e altri ancora hanno operato in questo modo negli anni 60-70), verso una logica software centric dove l’hardware diventa una commodity mentre quello che diventa centrale è il software; ciò ha permesso la nascita, a partire dagli anni 80, di player come Microsoft, Oracle, SAP e altri ancora nonché delle grandi società di system integration. Fino ad arrivare ad una logica nata negli anni 90 detta service centric, ovvero hardware indifferenziato, con il software che diventa anch’esso una commodity nell’ambito del quale la differenza la fanno i servizi che sono in grado di offrire. Un tipico esempio di quest’approccio è rappresentato da Google.
La chiave di volta quindi sono i servizi costruiti intorno ad un software che sempre più è uno strumento open e che vado a personalizzare secondo le esigenze del cliente.
Il CIO è un innovatore o un conservatore?
Si possono aprire delle nuove prospettive di business grazie all’innovazione tecnologica. Il CIO ha il dovere di capire che quello che non si poteva fare ieri o che si poteva realizzare con costi esorbitanti e quindi non compatibili con il servizio, oggi non solo è realizzabile ma è anche conveniente. Questo è un dovere del CIO che però al tempo stesso deve sempre essere ben sicuro che tutto funzioni.
Quali i trend tecnologici più interessanti per l’innovazione di business ?
Se dovessi fare una scelta in questo momento investirei sulla tecnologia RFID perché essa permette di sviluppare sistemi contacless per il controllo della sicurezza o per il ticketing online. E’ possibile anche usare sistemi RFID per verificare gli apparati sui treni che mi permettono di dare un migliore servizio all’interno del treno.
Abbiamo avviato delle sperimentazioni nella parte merci dove ci sono sistemi utilizzati per il tracking.
Antonio Savarese
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Alessandro Musumeci , è l’attuale Direttore Centrale dei Sistemi Informativi (DCSI) delle Ferrovie dello Stato. Presidente di FIDAInform (Federazione Nazionale delle Associazioni Professionali di Information Management), è inoltre Docente di Sistemi Informativi presso il Diploma di Laurea in Ingegneria Informatica all'Università di Roma "La Sapienza" e ha svolto corsi presso l'Università di Roma "Tor Vergata" e l'Università di Cagliari nell'ambito dell'Ingegneria del Software. Dal 2002 al 2006 è stato il Direttore Generale dei Sistemi Informativi del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e dal 2007 al 2008 è stato il Direttore Specialistico dei Sistemi Informativi del Comune di Milano.
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