Convegno FIDA Inform: ELSAG Datamat presenta www.giustizia.it

25/01/2010
11:08

Danilo Bianco, Marketing Manager di ELSAG Datamat, è intervenuto al convegno nazionale FIDA Inform per presentare il Portale www.giustizia.it.
Abbiamo colto l'occasione per porre a Bianco alcune domande, la prima riguarda appunto l'esigenza del cliente.
 

Il Ministero della Giustizia ha voluto riprogettare il proprio portale coinvolgendo la cittadinanza italiana, sperimentando una delle migliori pratiche di e-partecipation (design partecipativo) per la prima volta in Italia in una Pubblica Amministrazione Centrale.
 
“Percorsi chiari e precisi: un tuo diritto”, lo slogan del sito, dice tutto, racconta la volontà di creare un luogo in cui l’utenza possa riconoscersi ma, soprattutto, afferma il diritto alla semplicità e a poter usufruire di strumenti pubblici a misura di cittadino.
 
Spesso, espressioni come “reali esigenze delle persone”, “utente centrico”, “progettato per te” sono frasi solo a effetto, che si devono dire ma che raramente si mettono in pratica. Nel caso di giustizia.it, la “grammatica” è diventata “pratica”, ed il risultato è stato innovativo.
 
Le eccellenze del nuovo portale del Ministero della Giustizia si possono identificare con l’anticipo e messa in pratica delle Linee Guida Cnipa per la realizzazione di portali di servizio pubblico (redatte con il contributo di Elsag Datamat), il project management in linea con la visione del Web 2.0, l’applicazione del design partecipativo, l’architettura delle informazioni multidimensionale e gerarchica, e l’evoluzione tecnologica verso l’open source.
 
 
Può fornirci maggiori informazioni in merito al processo di realizzazione, magari con alcuni riferimenti a ecnologie abilitanti che hanno fatto la differenza.
 
La gestione del progetto è stata all’insegna della collaborazione e dello scambio produttivo della conoscenza fra i membri. La produttività del gruppo di lavoro multidisciplinare e misto (ministero \ fornitori \ consulenti) è stata supportata al meglio grazie all’introduzione di strumenti collaborativi che hanno alimentato  lo spirito di squadra e la cooperazione fra le risorse.
 
Un wiki di progetto ha permesso a tutti i partecipanti di poter conoscere e condividere in tempo reale il materiale prodotto dai vari sotto gruppi di lavoro; ogni persona aveva il proprio profilo in cui presentarsi e al gruppo, territorialmente sparso in tutta Italia e poteva contribuire al processo della conoscenza collettiva modificando i testi o introducendo nuove pagine.
 
 
Altro elemento distintivo è stata l’attenzione altissima alla fase progettuale e strategica, iniziata con una serie di interviste al top management per comprendere gli obiettivi strategici del nuovo sito e continuata con l’osservazione  del  comportamento degli utenti finali all’interno del sito e con un’analisi semantica, svolta dalla Biblioteca Centrale Giuridica, delle parole inserite dai cittadini nel motore di ricerca (circa 1200 termini).
 
Contemporaneamente, si è coinvolta  la cittadinanza nel processo di costruzione del sito attraverso la tecnica del Design Partecipativo: ogni cittadino ha avuto la possibilità di inviare, attraverso un questionario (free listing) i propri desiderata indicando i contenuti e i servizi che avrebbe voluto;  ha potuto dare un valore di importanza (da 0 a 6) a tutte le proposte pervenute ed infine ha contribuito alla disposizione ed  organizzazione delle informazioni (card sorting) proponendo la propria visione che, sommata alla visione sociale, ha determinato l’importanza e disposizione dei contenuti all’interno dell’interfaccia web.
 
La realizzazione e` stata basata sull’impiego di software Open Source, di tecnologie Java Enterprise, di ambienti di sviluppo evoluti, di integrazioni SOA del sofisticato motore di ricerca semantico a “cluster” Vivisimo, del Content Management System jAPS 2.0. Cio` ha consentito una flessibilita` nella personalizzazione, ad esempio in servizi come “Giustizia Map” e “Ministero in 2 click” in cui si è coniugato il mash up tecnologico (google maps), la navigazione multidimensionale a faccette nel rispetto dei vincoli di accessibilità delle informazioni.


 
Cosa vi ha insegnato questa esperienza?
 
 
Le principali valutazioni che si possono trarre da questa esperienza sono la riconferma dell’importanza del fattore umano sul fattore tecnologico nel garantire il successo (continuativo) delle iniziative online. Best practice anche organizzativa, quindi, grazie al rapporto instauratosi fra gli attori del progetto: cliente, fornitori, subfornitori e consulenti.
 
 
Lungi dal rimanere estraneo al processo produttivo, il cliente vi ha partecipato attivamente favorendo un clima di co-invenzione e collaborazione strettissima: ogni persona ha così potuto fornire il proprio contributo sentendosi parte importante del processo.
 
Nelle fasi metodologiche, l’ultimo questionario, il card sorting, è stato invece un metodo efficace per individuare i modelli mentali impliciti degli utenti, rendendo esplicite le loro aspettative di categorizzazione dei contenuti. Il card sorting è forse la tecnica che si più avvicina all’applicazione pratica dell’intelligenza collettiva, perché il risultato dell’organizzazione delle informazioni deriva dalle analisi statistiche dei dati inviati da tutti i partecipanti: è la risultante del pensiero di molti piuttosto che l’assunzione del pensiero di pochi.
 
Elemento fortemente innovativo è stato anche l’adattività della navigazione alle caratteristiche dell’utente, grazie all’organizzazione multidimensionale delle informazioni presente nelle sezioni “Strumenti” e “Giustizia Map”, “Ministero in 2 click”, in cui si è evoluto il concetto di organigramma dei siti della P.A.
 
Così come determinante è stato poter riorganizzare la conoscenza pregressa (Content Inventory Bottom Up), ricostruendo la logica di navigazione e recuperando ben 27000 contenuti preesistenti, dotando i referenti di dominio (Minori, Servizi al Cittadino, Politiche interne, Ministro e Ministero, ecc..) di Web tools di destinazione e profilazione contenuti per rielaborare le nuove tassonomie.

 
 
Come si inquadra questo progetto nel quadro di offerta di Elsag Datamat?
 
 
Elsag Datamat ha altre importanti realizzazioni al suo attivo nel Settore della Giustizia, in particolare il Processo Civile Telematico, la più importante infrastruttura di e-government con la quale è possibile automatizzare il Deposito, le Notifiche e le Registrazioni degli Atti di un procedimento su tutto il territorio nazionale.
 
 
Già operativa con decine di migliaia di utenti, l’infrastruttura è in corso di diffusione nei vari Tribunali, Distretti, e Cancellerie con un trend di adozione sempre crescente e costantemente pubblicato sul sito www.processotelematico.giustizia.it, insieme alle misurazioni di recupero di efficienza ottenuta negli iter procedurali.
 
Ora, con il Portale Giustizia, si completa un secondo importante tassello nella Digitalizzazione del Ministero nei rapporti con la cittadinanza e non solo tra gli operatori.
 
Elsag Datamat, ed il Gruppo Finmeccanica, realizzano inoltre servizi di dematerializzazione (imaging e posta elettronica certificata) e di “security enforcement” (recentemente applicata nell’Evento G8 dell’Aquila), attraverso i quali è possibile accelerare il percorso intrapreso verso la “Giustizia Digitale”.

 
 

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