Cloud Computing: appunti dall'evento Business International

05/05/2010
10:00

Alessandro Musumeci, Direttore Centrale dei Sistemi Informativi delle Ferrovie dello Stato e presidente di FIDA Inform, e Roberto Galoppini, Open Source Strategist - rispettivamente vice-presidente e consigliere di FIDA Inform - sono intervenuti alla tavola rotonda "Virtuale e Fisico, il mix efficiente per le aziende" nell'ambito della prima conferenza Cloud Computing e Virtualization Strategies 2010, tenutasi a milano il 26 Marzo scorso.

 
Musumeci nell'ambito del suo intervento ha sottolineato come il cloud computing costituisca la naturale evoluzione dei servizi informatici, che nel tempo si sono spostati dalla vendita dell’hardware alla vendita dei servizi, passando per la vendità del software.

In quest’ambito il “cloud computing” rappresenta la tendenza dominante; negli ultimi decenni nel mercato informatico vi è stato uno spostamento fortissimo da una logica hardware centric, in cui prima vendevo la macchina e poi spesso regalavo il software (i grandi hardware vendors come IBM, Bull, Siemens, Digital e altri ancora hanno operato in questo modo negli anni 60-70), verso una logica  software centric dove l’hardware diventa una commodity mentre quello che diventa centrale è il software; ciò ha permesso la nascita, a partire dagli anni 80, di player come Microsoft, Oracle, SAP e altri ancora nonché delle grandi società di system integration. Fino ad arrivare ad una logica nata negli anni 90 detta service centric, ovvero hardware indifferenziato, con il software che diventa anch’esso una commodity nell’ambito del quale la differenza la fanno i servizi, offerti per l’appunto “sulla nuvola” che sono in grado di offrire.

Dopo aver inquadrato lo scenario, Musumeci ha condiviso con la platea la sua esperienza, fornendo qualche indicazione di merito:

Un tipico esempio di quest’approccio è rappresentato da Google. La chiave di volta quindi sono i servizi offerti “on line”, che devono essere personalizzati secondo le esigenze del cliente. Fermo restando tale trend, come CIO devo garantire sia al cliente finale di Ferrovie che all’intera struttura che tutto funzioni e per fare ciò mi avvalgo di contratti con SLA rigorosi dove non è tanto importante che l’hw o il sw sia della marca A , B o C, ma è essenziale il livello di servizio contrattuale che ho con il mio fornitore di “cloud computing”, che poi è libero di utilizzare la tecnologia che preferisce.

Roberto Galoppini nel suo intervento ha sottolineato come l'interoperabilità sia centrale anche nell'ambito del cloud computing, soprattutto per chi vuole assicurarsi la libertà di poter cambiare il proprio fornitore.

Negli ultimi mesi sono state avviate alcune iniziative volte ad identificare alcuni criteri che definiscano una nuvola aperta ed interoperabile. Alcune piuttosto vaghe, come l'open cloud manifesto o la open cloud alliance, orientata ad attività di ricerca in ambito europeo, alcune rivolte addirittura alla realizzazione di stack completi, come la Free Cloud Alliance, altre invece più focalizzate su aspetti tecnici e pratici, come OData (Open Data Protocol). Enti pubblici o privati dovranno seguire con attenzione l'evoluzione di queste o altre iniziative, altrimenti il rischio di rimanere 'ingabbiati' in qualche nuvola potrebbe rivelarsi un fatto concreto.

Rispondendo ad una domanda del pubblico sugli open data, Galoppini ha ricordato quanto l'iniziativa data.gov del governo federale statunitense stia dando buoni frutti, permettendo a cittadini, no-profit o soggetti del mondo dell'impresa di individuare nuovi modi di utilizzare queste informazioni, ora pubbliche.

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